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Iniziamo il nostro giro tra i fuori saloni da via Tortona, cuore dell’evento.
Ci addentriamo all’hotel Nhow… tra graffitari che dipingono con
spurrate di colore ogni installazione del corridoio che porta dall’ingresso
esterno alle porte a vetro dell’hotel. C’è anche Veuve Cliquot e altre tre presentazioni.
Dove si va? II piano… ascensore please!

Al secondo piano eccoci ammirare, subito aperte le porte dell’ascensore, un bellissimolampadario con i cucchiaini pendenti, seggiole e dondoli sverniciati di arancione e verde pisello. Più in là c’è un tavolo sospeso nell’aria… e allora mi rimetto a pensare… no, meglio continuare il giro

Tornati giù ci casca l’occhio in un dettaglio che ci era sfuggito. Per terra, al posto del parquet c’era un pavimento in plexiglass trasparente che lasciava vedere sculture e forme colorate. Bellissimo effetto ma che vertigini!!


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Ingresso al Super Studio Più di Via Tortona. C’è un bellissimo giardino esterno
e diversi capannoni. Vediamo anche quella che a Carmen – la nostra Editor – sembra la casa
di Minnie, a pois bianchi e neri e un tizio che accarezza una lastra di marmo che
suggerisce un suono così aulico e ancestrale insieme… da rimanere in ascolto per ore

Mi ritrovo improvvisamente dentro un enorme caleidoscopio, chiuso fra
mura esagonali piene di specchi. I colori passano dal rosso vivo, al giallo canarino, al verde prato. Ci sto mezz’ora, col naso all’insù. Mi sento anch’io così, un susseguirsi di stati d’animo ed emozioni, bellissimo.


Una Torre di Babele, un’istallazione di radio trasmette canali tutti diversi (ne uscirò frastornata daquesta giornata

Palle su palle, come ha nominato Sobjective… e noi dentro le nostre palle! Beh… qui si potrebbe aprire un nuovo capitolo!
Un attimo di relax al piano superiore dove un tizio ci chiede quali saranno le nostre prox tappe (due minuti e scappiamo via di corsa)

Stefania scrive il nome di Gaia Altieri Rotondi su di un’opera d’arte
lavagna, dove chi vuole può scrivere, ma nessuno l’ha capito…o forse abbiamo fatto noi un atto vandalico? Mah…


Ah si questa era bellissima: entrando a sx c’era il mondo dei valori oscuri, con le tentazioni e il male, a destra i buoni principi e la rettitudine. I contrasti erano rappresentati da due mondi opposti, uno scuro e uno bianco candido, uno con la statua di un uomo bellissimo e nero e l’altro con la statua di una donna dea bianca marmorea. Questa era la carcassa di una macchina bruciata e arrugginita con dentro dei blocchi bianchi candidi… sarà mica una metafora che ci appartiene ?! Boh…

Per finire questo nostro primo percorso, vi lascio con una nuova e simbolica immagine di me. Quelle che vedete è l’immagine di me che si muove con la luce, riflessa in una miriade di
mini specchietti retro-illuminati: effetto pixel! Decisamente Gaiesco, in senso di virtuale!
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