Sobjective al fuori Salone 2011 “Living Single… in the City”

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sabato 16 aprile · 18.00 – 20.00

Carré Milano

Viale Papiniano 38 Milano (mm Sant’Agostino)

Milano, Italy

Se siete alla ricerca di un fuori salone al femminile, un mix di cultura, gastronomia e design etnico, non potete perdete l’appuntamento con “Living Single… in the City” la prima tappa di un tour non-convenzionale letterario dell’autrice di “101 Motivi per cui le Donne preferiscono gli Stronzi” Stefania Nascimbeni.

La giovane scrittrice, grande amica e collaboratrice di Sobjective, è già molto conosciuta sul web come l’inventrice della famosa Gaia Altieri Rotondi, il primo personaggio di un romanzo che prende vita reale.

Sobjective sarà presente all’evento, come media partner, e invita tutti voi a fare un salto per “gustare” un momento d’indimenticabile ironia al femminile capace di stuzzicare la mente e… i sensi!

Ecco cosa scrive l’autrice Newton & Compton del’evento:

Stefania Nascimbeni (ehm, io me medesima) presenta per la prima volta al pubblico “101 Motivi per cui le donne peferiscono gli stronzi”, Newton Compton Editori (http://www.newtoncompton.it/libro/978-88-541-2124-9/101-motivi-per-cui-le-donne-preferiscono-gli-stronzi); introduce e interviene con il suo stile frizzante ma irriverente Micol Beltramini, già celebre autrice di “101 Cose da fare a Milano almeno una volta nella vita” e “Vienimi nel cuore”, il suo nuovo romanzo Mondadori.

Il titolo dell’evento è “LIVING SINGLE… in the City”. Sull’onda del genere Sex & the City le due autrici dibatteranno a proposito di relazioni, opportunità, giovani, mondo: un incontro (o scontro?) di nuova generazione. Naturalmente si partirà dal tema dei famigerati Mr S (e già, proprio loro) raccontati nel libro della Nascimbeni.

In chiusura di programma, una dimostrazione di cucina live di Violablanca, al secolo Valeria Merlini, famosa blogger italiana di society & cooking (che scrive anche per bol.it, panorama.it, mondorosashokking.com e sul suo blog personale “SeTuttoFosseViola”, violablanca.wordpress.com): “Come si fa il cous cous e/o tajin in meno di 15 minuti” (che naturalmente sarà il pezzo forte del catering offerto agli ospiti della serata).

Un progetto di Monica Nascimbeni / mnascimbenievents@gmail.com

Media Partner Sobjective. La Prima Associazione di Comunicazione Responsabile.

Vi aspettiamo numerosi!


News Sobjective

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SEGUICI ATTRAVERSO LE NEWS SOBJECTIVE!

– Appuntamenti Sobjective a Fa’ la cosa Giusta!

– Sobjective firma la Campagna Palm “Filiera Bosco-Legno-Consumatore Responsabile”

– Donna. Giovane. Del Sud Italia. È Sobjective la scelta Palm per la Comunicazione 2011 etica e responsabile.

Coscienze Creative sbarca su telefilmcentral.org

20.04.2008 Intervista a: Donatella Palazzoli, responsabile della formazione e del Placement di Accademia di Comunicazione

04.04.2008 I reportage di Sicily Reporter su Sobjective. La realtà dai suoi punti di vista.

Appuntamenti Sobjective a Fa’ la cosa Giusta!

Appuntamenti Sobjective a Fa’ la cosa Giusta!

Stand Palm N. S04 Padiglione 4 Area Mangia come Parli

Inaugurazione Campagna Bosco-Legno-Consumatore Responsabile

Non perdere il casting! Diventa Co-produttore dello spot sulla Campagna Filiera Bosco-

Legno-Consumatore Responsabile.”

Sabato 26.03.2011 h. 15-20 / Domenica 27.03.2011 h. 15-18.

Parte a Fa’ la cosa Giusta! la prima tappa dei casting per lo spot della Campagna sulla Filiera Bosco-Legno-Consumatore Responsabile. I visitatori della Fiera potranno raggiungere il set dei provini allestito all’interno dello stand Palm e cimentarsi nella co-produzione dei primi spot virali della campagna. I partecipanti riceveranno un simpatico omaggio.

E per chi non si trova a Milano? Niente paura, può aspettare le altre date del Casting Tour, oppure può partecipare ai casting online! Per farlo bisogna entrare sul sito del progetto, seguire le istruzioni della scheda casting, caricare il video del proprio provino sul sito e… in bocca al lupo!

Facciamo Eco No Mia

Un salotto di Comunicazione Responsabile per costruire nuovi percorsi di reti solidali, filiere

sostenibili, progetti etici.

25.26.27.03.2011

Eco No Mia. Così recita il titolo della nuova comunicazione istituzionale della Purple Campaign. La Prima Campagna Nazionale Sostenibile dell’Altra Economia.

Il progetto, firmato Sobjective, è dedicato alle imprese responsabili che hanno fatto della condivisione e del rispetto per la Terra la propria ricchezza, delle risorse personali e territoriali la propria unicità, delle pari opportunità una risorsa, della microimprenditoria locale l’occasione giusta per uscire dalla crisi.

Cosa si richiede? Compartecipazione. Spirito d’iniziativa. Forte motivazione imprenditoriale.

Cosa si offre? Un progetto di comunicazione responsabile, interattivo e sostenibile anche economicamente, che ha l’obiettivo di offrire un’immagine di alto impatto sull’Altra Economia, sostituirla a quella tradizionale, risvegliare la coscienza sociale, creare sviluppo al Sud attraverso la microeconomia locale, fare dell’unione la forza del mercato attraverso l’adesione alla campagna.

Partner del progetto:

Palm. Impresa leader nell’imballaggio sostenibile.

eMediation. Il Primo Organismo di Arbitrato e Conciliazione Responsabile

L’Associazione accoglierà gli interessati in un piccolo salotto realizzato in Greenpallet© sani sistemici ed etici, per costruire insieme un percorso di comunicazione etica, reti solidali, filiere sostenibili, progetti responsabili.

Sobjective firma la Campagna Palm “Filiera Bosco-Legno-Consumatore Responsabile”

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Convegno

“Cosa rimane fuori dal piatto”

VIII Edizione di Fa’ la cosa Giusta!

Venerdì 25 marzo

ore 11:00-13.00

Caffè Letterario Altromercato

c\o Fa’ la cosa giusta!

Carmen Fiore, Presidente dell’Associazione Sobjective, è tra i relatori del convegno inaugurale di Fa’ la cosa Giusta!

“Cosa rimane fuori dal piatto” per presentare la campagna di comunicazione istituzionale del progetto Filiera Bosco-Legno-Consumatore Responsabile e per indicare il nuovo ruolo della comunicazione nell’economia responsabile.


L’VIII edizione di Fa’ la cosa Giusta!, la più grande mostra mercato sul consumo critico e gli stili di vita sostenibili in Italia, è

dedicata al tema “Mangia come parli”. Sempre più cittadini scelgono cibi sani e responsabili, ma quanti di loro sanno che,

probabilmente, hanno viaggiato su catene di fornitura non sostenibili? L’obiettivo del convegno è sensibilizzare consumatori,

imprese, istituzioni e media sulle tematiche della filiera, presentando i dati esclusivi di un’inchiesta sugli sprechi e sulla forte

illegalità presente nella filiera dei pallet e alcuni progetti virtuosi italiani.

Anche la comunicazione è uno degli elementi che spesso resta fuori dal piatto, ma proprio questa ha un ruolo fondamentale

nella divulgazione della consapevolezza e della responsabilità sociale. La nuova strategia di marketing non convenzionale firmata da Sobjective sotto la direzione creativa della sua Presidente è un esempio di come questo grande strumento possa essere utilizzato per comunicare informazioni, valori etici e sani in modo responsabile, utilizzando media sostenibili, interagendo con il consumatore e le imprese in modo diretto, riconvertendo il costo dell’informazione in un utile verso il sociale.


Il progetto, articolato in una campagna di advertisng tradizionale e marketing non convenzionale formata da più azioni,

durerà tutto l’anno con l’obiettivo di trasformare consumatori e non in co-produttori attivi di una vera economia responsabile.

La campagna di comunicazione, che ha lo scopo di diventare il punto di riferimento per le imprese sul tema delle filiere, rientra nelle azioni del Progetto Purple Campaign. Passion 4 Green Economy. La Prima Campagna Nazionale Sostenibile dell’Altra Economia dell’Associazione Sobjective.

Donna. Giovane. Del Sud Italia. È Sobjective la scelta Palm per la Comunicazione 2011 etica e responsabile.

La Palm. s.p.a., azienda leader dell’imballaggio sostenibile, sceglie l’Associazione Culturale Sobjective come consulente di comunicazione per l’anno 2011. Perché?

Sobjective è la prima Associazione specializzata nella comunicazione integrata e multimediale per il terzo settore, le aziende dell’altra economia e le imprese responsabili che, in linea con la loro vision, permette di convertire anche il valore della comunicazione all’interno di un processo di responsabilità sociale e di etica.

L’associazione, che ha come mission lo sviluppo e la valorizzazione del Sud, la creazione e divulgazione della comunicazione etica, la promozione dei valori della green economy e della csr, è costituita da giovani donne professioniste del settore, opera tra Messina e Milano costruendo un ponte di relazioni e di reti pubbliche e private.

Entrare a far parte della rete di Sobjective, quindi, vuol dire investire sui giovani e sulle pari opportunità, agire per lo sviluppo del Sud e diventare sostenitore dei progetti di CSR che l’Associazione crea a sviluppa. Progetti i cui valori ricadono positivamente sull’immagine e la percezione dell’azienda sostenitrice.

È così che anche la comunicazione diventa etica e sostenibile, parte di un prodotto, all’interno di una filiera che dal produttore arriva al consumatore in modo trasparente e coerente.

Palm s.p.a., inoltre, è Partner tecnico dell’azione dedicata alle pari opportunità “Donne al Verde. Mamme dell’Altra Economia” del progetto denominato “Purple Campaign. La Prima Campagna Nazionale Sostenibile dell’Altra Economia.” Il progetto, tra le varie azioni, prevede anche la creazione del primo showroom dell’altra economia al Sud Italia. Gli spazi saranno allestiti attraverso i green pallet Palm e i mobili saranno realizzati da donne artigiane e designer, previo vincita del Bando “Donne & EcoDesign“.

E perché Sobjective ha scelto Palm?

Perché la Palm s.p.a. è il modello per il futuro. È un’impresa con le ali orientata alla Blue Economy, un’economia in cui il lavoro è per l’uomo e non viceversa. Un’economia rigeneratrice perché s’ispira alla Natura in cui non esiste il concetto di rifiuto, perché tutto rientra alla Terra e si trasforma. E così, attraverso il suo approccio al design sistemico, Palm e il suo pallet compostabile sono la radice di un albero pronta a far crescere una rete di imprese con le ali.

Per maggiori informazioni:

www.greenpallet.it

www.sobjective.it

www.sobjective.it/purple-campaign/

Ufficio stampa Sobjective

Carmen Fiore

Cell. 340 1540555

Roberta Restretti

Cell. 3349810770

Tel. 02 39621124

ufficiostampa@sobjective.it

20.04.2008 / Intervista a: Donatella Palazzoli, Responsabile della Formazione e del Placement

Qual’è il consiglio – a parte quello di iscriversi ai vostri corsi – che dareste a una persona che vuole intraprendere questa carriera o che sta per iniziare a lavorare in questo settore?

Non consiglio in prima battuta di iscriversi ai nostri Corsi, consiglio di venire in Accademia di Comunicazione per fare orientamento sulle figure professionali e, durante lÕorientamento, verificare insieme, anche con i nostri strumenti di selezione, se si è veramente portati a queste professioni.

Per la seconda parte della domanda

Innanzitutto distinguerei tra chi vuole intraprendere questa carriera e chi sta per iniziare in questo settore. Li distinguerei perché non sono assimilabili.

Chi sta per iniziare a lavorare nella Comunicazione deve assolutamente già essere in possesso di competenze e tecniche ben precise, oltre a possedere il “linguaggio” della Comunicazione. Non è più consentito a nessuno di iniziare queste professioni senza essere da subito utile in azienda o in agenzia, anche se si comincia inevitabilmente con uno stage molto di frequente non o poco retribuito. È inoltre necessario possedere un ottimo inglese scritto e parlato, avere la padronanza come minimo del pacchetto office per le professioni strategiche e di tutti i programmi grafici e web per quelle creative.

Questa la premessa.

A chi sta per iniziare il primo consiglio è: siate modesti. Non contano le lauree, i master, ecc., quando si comincia bisogna sapere che si farà la gavetta, che prima di diventare autonomi finanziariamente passeranno almeno 3 anni, che dopo i sei mesi di stage si dovrà essere felici se verrà proposto un cocopro, strafelici per un contratto a tempo determinato. Si dovrà essere comunque abbastanza contenti se verrà proposto un prolungamento dello stage perché questo potrebbe preludere ad un cocopro, e comunque significa apprezzamento per il lavoro svolto.
Bisognerˆ avere “gli occhi che brillano”, sprizzare energia da tutti i pori, fare le ore piccole in ufficio, non contare sulla libertà nei fine settimana perché se c’è un progetto da consegnare non esistono né sabati né domeniche.
Ogni occasione dovrà essere vissuta come un’occasione di apprendimento, la fatica dovrà essere una categoria mentale da acquisire immediatamente.

A chi vuole intraprendere questa carriera il primo consiglio è:
cercate di capire bene quali sono e quali caratteristiche hanno le professioni della comunicazione, com’è il mercato di riferimento, quali i requisiti sono richiesti da aziende e agenzie e verificate se effettivamente vi riconoscete in esse, se mentre ve le spiegano (orientamento) sentite che i battiti del cuore accelerano, se la passione si fa sentire, forte, come ad un appuntamento amoroso.
Se non accade nulla di tutto ciò cambiate la vostra scelta: le professioni della comunicazione non fanno per voi.
Questo perché in rarissimi casi, i ragazzi non conoscono, non sanno, hanno idee assolutamente altre rispetto alla realtà, si immaginano un mondo che non c’è: viaggerò, sarò celebre, mi piace stare in mezzo alla gente, non voglio un lavoro di routine, mi sento creativo, ecc.

Il secondo consiglio è: appurata la passione, bisogna cercare dove prepararsi senza lasciarsi incantare dalle promesse facili, dai nomi, dalle poche ore di lezione e dal sicuro successo.

Terzo consiglio: una volta identificata la scuola con ricerche pazienti e approfondite, possibilmente anche con il consiglio di chi è già nel mondo professionale o di chi ha già vissuto o sta vivendo l’esperienza nella scuola prescelta, si deve cominciare la propria formazione tirandosi su le maniche perché prepararsi a queste professioni non è una passeggiata ma è faticoso, ed è per questo che il presupposto fondamentale è conoscere prima di scegliere e avere passione.
Altrimenti si rischia di abbandonare il percorso a metà.

Com’è il livello della comunicazione in Italia?

Come in tutti i mercati anche in quello della comunicazione non è possibile partire da una considerazione generica.
Per quanto concerne la parte creativa della comunicazione, quella legata alla pubblicità, l’Italia non brilla in modo particolare. I pochi premi conquistati a Cannes negli ultimi anni lo dimostrano.
Nel settore preso nella sua interezza si sta finalmente facendo strada l’approccio alla “Comunicazione integrata”, in altri Paesi si è invece affermato già da alcuni anni. Siamo in ritardo, c’è ancora una certa diffidenza nel considerare comunicazione in senso proprio i nuovi mezzi. Gli stessi giovani che si affacciano a questo mondo sono refrattari ad occuparsi di media on line, di web marketing, di direct o di promozioni perché considerano ancora questi ambiti di secondo livello e aspirano ad occuparsi solo ed esclusivamente di advertising classico, di televisione, di media tradizionali, mentre tutto il resto del mondo va in un’altra direzione.

Come si può migliorare?
Forse con il dare più spazio alle idee, osare di più, non ricalcare perennemente il “dŽja vu”, riportare i Comunicatori al ruolo di Consulente del Business e non di semplice fornitore di servizi, formare i Responsabili del Marketing delle Aziende alla conoscenza della Comunicazione, farsi consigliare dagli Esperti e accogliere come prerogativa indispensabile del Marketing non solo l’essere grandi esperti di conto economico ma anche il possedere creatività.

Qual’è la situazione del mercato italiano sia dal punto di vista delle aziende che di quello di esubero di “comunicatori”?

Se intende chiedere qual’è la situazione del mercato del lavoro della Comunicazione in Italia come capacità di assorbimento di queste figure professionali la risposta è la seguente.

Separiamo il mercato: da una parte le Agenzie, dall’altra le Aziende

Per quanto concerne le Agenzie (di Pubblicità, di Comunicazione, Media, di Graphic Design, di Relazioni Pubbliche ) non sono tantissime, sicuramente molto concentrate su Milano che è da sempre la capitale della Comunicazione, pur essendo anche distribuite in tutto lo stivale.

Sono in genere realtà medio-piccole, salvo i grandi Gruppi che hanno le dimensioni di medie Aziende, e accolgono annualmente poche centinaia di nuovi inserimenti su tutto il territorio nazionale.

Quindi un mercato piccolo che fino ad alcuni anni non superava i 40.000 addetti, tutti compresi.

Anche le Aziende in Italia sono realtà medio piccole, pochissime quelle “grandi”.

Le Aziende italiane hanno in genere una storia “padronale e familiare”. Generazioni che, da padre in figlio, sono cresciute senza la conoscenza del marketing e, ancor meno, della comunicazione.

Poi è cambiato il mercato e, in genere, ha cominciato ad occuparsi di marketing chi fino ad allora si era occupato della parte commerciale dellÕAzienda.

In Italia abbiamo ancora Aziende che, pur essendo leader in segmenti specifici del mercato internazionale, non hanno un responsabile marketing allÕinterno.

Non è da molti anni che la Comunicazione ha cominciato a farsi strada all’interno delle aziende. Ricordo che il nostro Master in Marketing e Comunicazione nacque alla fine degli anni ’80 proprio dopo una ricerca della Fondazione Agnelli che, avendo monitorato il nord Italia, riscontrò la ancora balbettata esigenza di una nuova professione: il Comunicatore.

In questi 20 anni non si può dire che questa figura professionale si sia del tutto affermata: c’è ancora molto spazio vuoto, ancora molte le Aziende che o non ne sentono la necessità o, comunque rimandano al responsabile del marketing l’avere a che fare con le Agenzie consulenti.

Che professionisti crea la facoltà di “Scienze della Comunicazione”?

Assolutamente nessun professionista!

Desidero fare una premessa a quanto esprimo successivamente: nella cultura italiana l’Università non ha la funzione di preparare professionalmente, ma di dare la base culturale, utile e propedeutica nell’acquisizione delle competenze professionali, acquisizione che potrà avvenire solo nella prassi del lavoro. Ben diversa la cultura anglosassone dove l’Università è il luogo della preparazione al mondo del lavoro.

Il problema è che chi si iscrive a Scienze della Comunicazione confonde il concetto di Comunicazione con la professione della Comunicazione e, finita l’Università, si aspetta di essere accolto con entusiasmo nel mondo professionale.

Penso che si dovrebbe spiegare ai ragazzi questa differenza perché genera confusione e delusione.

Nessuno dei Corsi di laurea che hanno a che fare con la Comunicazione forma dei professionisti. Purtroppo, nel migliore dei casi, gli studenti acquisiscono soltanto conoscenze teoriche sulla comunicazione ma nulla che possa definirsi professionale.

Incontriamo annualmente centinaia di giovani che dopo 3 o 5 anni di questi corsi di laurea non hanno la minima idea di che cosa faccia un account, o che esista un professionista che si chiama “media planner”, o semplicemente che abbiano mai lavorato su un progetto di comunicazione, e mi riferisco alle cose più semplici.

Hanno in cambio ingoiato volumi di discipline come psicologia, sociologia, semiologia, ecc. che vanno benissimo, sempre che siano finalizzate alla comunicazione e non si insegni per esempio sociologia urbano-rurale. Queste discipline dovrebbero essere una parte propedeutica all’acquisizione di competenze e non l’unico contenuto di un intero percorso di laurea.

Mi spiace fare delle affermazioni così drastiche ma, da quando esistono, questi corsi di laurea (e Accademia di Comunicazione faceva parte del Comitato di Coordinamento dei nascenti corsi di laurea in Scienze della Comunicazione insieme all’Universitˆ di Siena, di Salerno, di Torino e la Confindustria) purtroppo sono cresciuti numericamente, oltre lÕ“’immaginabile (decine di migliaia di laureati per un mercato piccolissimo) ma non in termini di contenuti, rimanendo un ibrido laddove coesistono le discipline più variegate. In conclusione, sia per i numeri degli studenti – che rendono impraticabile qualsiasi formazione vera – sia perché nella Comunicazione chi possiede i contenuti sono solo coloro che esercitano queste professioni (che non sono chiamati ad insegnare se non sporadicamente), questi percorsi formativi non accennano a migliorare, anzi!

La Riforma Universitaria ha poi ulteriormente aggravato la situazione nel settore. Oggi chi esce dalla laura triennale non sa nulla, chi esce dal percorso quinquennale si è ritrovato nei due anni di speciaistica le medesime discipline e spesso gli stessi docenti. Continua a non saper nulla di Comunicazione intesa come professione.

E così o fa un master o non ha alcuna possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro.

Nelle professioni creative poi non si pone neppure il problema: formare un copywriter, un art director, un graphic designer è tutta un’altra storia. Le Agenzie chiedono un portfolio con lavori che possano testimoniare la loro creatività e la loro capacità professionale di base, la conoscenza di tutte le tecnologie specifiche. Nessun corso di laurea in tecnica pubblicitaria et similia prevede questa specifica formazione.

Esiste poi un ulteriore grossissimo problema, almeno per quanto concerne le Aziende, ma ormai sta diventando un problema anche per alcune Agenzie di Pubblicità ed alcune delle Agenzie di Comunicazione: l’età dei giovani da inserire.

Le Aziende pongono come età massima 24 anni, raramente 25 e solo per chi ha anche già fatto un Master.

È chiaro che chi ha terminato un percorso di laurea quinquennale raramente è al di sotto di quell’età: conclusione non è preso in considerazione dal mercato del lavoro. Dura lex sed lex.

Ma nessuno lo dice e i neolaureati si affacciano ad un mondo che non solo non tiene in alcuna considerazione la loro laurea ma li considera già troppo vecchi per iniziare.

Come va nel meridione?

Direi che nell’ambito delle Aziende di medie dimensioni la differenza non è molta, sicuramente c’è differenza nelle piccole Aziende e nelle Agenzie. Le figure professionali sono meno identificate, le Agenzie operano a tutto tondo e operano solo nella comunicazione locale. Per la comunicazione nazionale ed internazionale le Aziende si rivolgono a Milano.

Di conseguenza meno opportunità di inserimento ma anche meno opportunità di formazione professionale.

Per iniziare, grandi agenzie o piccole agenzie?

Abbiamo sempre consigliato: piccole, perché nella piccola si cresce più in fretta, perché si è in pochi e se arriva un nuovo cliente è probabile che un giovane account possa da subito interagire con il cliente seppur con mille raccomandazioni, mentre in una grande Agenzia questo accade non prima di due anni! Ed è così per tutte le professioni. Oggi però sta cambiando qualcosa, nel senso che si cresce più in fretta anche nelle grandi strutture, si comincia ad essere responsabilizzati spesso da “quasi subito”. Dipende comunque da Agenzia ad Agenzia.

A che velocità viaggia oggi la comunicazione?

Se la velocità è riferibile a quanto velocemente si evolve il mercato direi molto velocemente anche in virtù dei media, sempre più nuovi. Il mercato invece è un po’ pi? lento: è il concetto che ho espresso prima sulla Comunicazione integrata.

Qual’è o qual’è stato il vostro contributo alla comunicazione italiana?

Tremila studenti inseriti nel mercato dal 1988 a oggi, in genere subito dopo lo stage che organizziamo per loro a fine corso.

Molti di loro oggi sono Manager in Aziende, Direttori Creativi in Agenzie, Planner Strategici, Amministratori Delegati, Imprenditori.

L’innovazione che è sempre presente nei nostri Corsi portata dai professionisti che vi insegnano.

L’applicazione delle nuove tecnologie nelle professioni strategiche e in quelle creative.

La spinta continua all’innovazione perchè formiamo giovani per il futuro oltre che per il presente, il monitoraggio continuo del mercato per la verifica delle nuove professioni emergenti.

L’essere un punto di approfondimento della cultura della Comunicazione, del cambiamento, dell’internazionalizzazione.

La ricerca e lo stimolo continuo per un’etica della comunicazione.

Un importante contributo nell’area della Comunicazione pro social.

Il meglio e il peggio di questo lavoro:

Se lo si ama è bellissimo.

04.04.2008 / I reportage di Sicily Reporter su Sobjective. La realtà dai suoi punti di vista

“La realtà è oggettiva? E allora perché ogni caso è a sé? Dipende dai punti di vista.” Sobjective. La realtà dai suoi punti di vista è il primo giornale d’informazione soggettiva che ha l’ambizioso obiettivo di non mostrare una realtà ma insegnare a guardare un avvenimento sempre da diversi punti di vista. Per formare menti pensanti. Per crescere insieme in un dialogo aperto. Per scorgere nuove opportunità dove nessuno ne vede. Per conoscere e saper apprezzare o, semplicemente, rispettare il punto di vista altro. Ogni mese l’articolo Cittadini del mondo dedicherà uno spazio ai reportage di SicilyReporter che saranno in grado di mostrare Messina e la Sicilia da un punto di vista insolito e sorprendente. Chi vuole ricevere i prossimi numeri di Sobjective direttamente via e-mail può scrivere a redazione@sobjective.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo con oggetto: Sobjective. Questo mese il giornale ospita l’articolo ” Vertigini? Salita al Pilone di Messina” di Antonio Pennisi. Il PDF gratuito è scaricabile da questi indirizzi: Da link SicilyReporterDa link Sobjective

Buona lettura a tutti dallo staff di SicilyReporter e Sobjective.